PALERMO-MILANO: ANDATA E RITORNO

Salvatore ci sta raccontando da una buona mezz’ora la storia del suo annuale viaggio a Milano, in visita al figlio emigrato al nord per lavoro. Lui e sua moglie vivono a Seregno e i genitori ogni anno si premurano di andarlo a trovare, per vedere tutta la famiglia, compresi i nipotini a cui sono molto affezionati.

Siamo su un auto guidata da Salvatore, su una strada a tornanti che si affaccia sul mare e che collega San Vito Lo Capo all’ingresso della Riserva Naturale dello Zingaro. Il parco naturale si trova ad ovest di Palermo e consiste in una lingua di terra coincidente con la costa. Fa caldo e sappiamo che ci aspetterà una camminata sotto il sole dell’una. Ma intanto ci godiamo il teatro messo in atto da Salvatore. Lui si diverte a raccontarci la su impressione di Milano:

“Una tristezza. Buio, bagnato, freddo. E il cibo? Ma dove sta la roba da magnare? In stazione centrale se ho fame trovo un panino prosciutto e formaggio e forse una pizzetta. Ecco che la scelta è finita. A Palermo trovi arancini, pane e panelle, pizzette, panino con milza, stigghiola, calzoncelli… Ci sta l’imbarazzo della scelta.”

Quando ingenuamente gli chiediamo che cosa ha visto di Milano, si mette a ridere:

“E che ho visto? Niente ho visto. La stazione e poi la casa di mio figlio. Che, con quel freddo devo anche andare in giro? Noi saliamo per vedere il figlio, sua moglie, i nipoti. Passiamo il tempo a mangiare, bere e raccontarci i fattacci di vita nostra.”

Salvatore a Milano ci va con sua moglie da anni, per le vacanze natalizie, facendo Palermo-Milano in treno. Non si scoraggia delle lunghe ore da passare sul mezzo. Ogni anno il viaggio si ripete e sembra un viaggio di salvezza. Dalla terra promessa arrivano due babbi natali carichi di doni:

“Io e mia moglie ci carichiamo di sei valigie: una per i nostri vestiti per i giorni che stiamo su e il resto con dentro cibo. Abbiamo sempre due borse frigorifero, dove mettiamo pesce vivo da cucinare in quei giorni. Voi non capite quanto piace a mia nipote il pesce. Lei ci va matta, e io ogni anno glielo porto. Poi abbiamo un po’ di bottiglie di salsa di pomodoro fatta in casa da mia moglie, le olive che metto in salamoia, il nostro olio, verdura, che lassù se le compri non sanno di niente, arance, ricotta salata, un po’ di peperoncini, capperi, zucchine, melanzane e cipolle che mette in vaso mia moglie con le spezie. Per fortuna che ci stiamo noi, che una volta all’anno almeno gli portiamo cibo sano. Noi siamo abituati col cibo casereccio, non si può andare a comprare da mangiare al supermercato, per l’amor del cielo. Con tre valigie a testa, occupiamo un intero letto della cuccetta con le valigie e nell’altra ci stringiamo e dormiamo. Eh si, se no come si fa?”

Salvatore ci sorride e sembra voler continuare a raccontare nello specifico tutto il ben di dio che lui e sua moglie preparano per la famiglia trasferitasi al nord. Noi siamo estasiati dal suo discorso e dalla descrizione di una realtà così lontana dalla nostra, fatta di Esselunga, Iperal e semmai, per gli alternativi, di gruppi di acquisto solidali o aziende agricole. Siamo arrivati, la Riserva dello Zingaro è aperta, oggi non ci sono pericoli di incendio.

Federica Pozzi

Lascia un commento

Archiviato sotto Random, Riflessioni gastronomiche, Viaggi e sapori

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s